Frutto del  Ficus carica L.  

Da tempi oramai immemorabili la pianta del fico viene apprezzata per i suoi (falsi) frutti omonimi, dolcissimi, carnosi e squisiti, che attirano la curiosità anche di insetti ed uccelli. Il fico è una pianta adattata agli ambienti aridi dal clima caldo e siccitoso, ed è perciò tipica delle zone subtropicali e temperate.  Il fico sembra essere nativo dell’Asia Minore, precisamente di una zona detta Caria: non a caso, il binomio botanico riferito al frutto, Ficus carica, fa riferimento proprio alla regione d’origine della pianta.

Ciò che la maggior parte delle persone chiama frutto è in realtà un falso frutto: il fico, infatti, è un siconio,  un’infruttescenza carnosa e dolcissima, ricoperta da una buccia delicata dal colore variabile dal rosso al verde, e dal bluastro al grigio. All’interno del fico, si trovano fiori, dalle dimensioni piccolissime; i veri frutti sono invece numerosissimi piccoli acheni, posizionati nella cavità dell’infiorescenza: ogni achene (i cosiddetti  semini) è incastonato nella polpa.

Notoriamente dolci, i fichi contengono in realtà  47 kcal  per 100 gr, una quantità inferiore rispetto a quella di uva e mandarini .Nei fichi freschi sono contenuti enzimi digestivi che facilitano l’assimilazione dei cibi.

Oltre che di  potassio, ferro e calcio, sono anche ricchi di vitamina B6: tre fichi ne contengono 0,18 mg, pari al 9% del fabbisogno giornaliero.

Il fico non è solamente un frutto squisito e succulento: il suo impiego è sfruttato anche in ambito fitoterapico per le molteplici virtù terapeutiche.

In questi ultimi anni, il valore nutritivo dei fichi è stato esaltato per la ricerca delle sostanze chimiche in essi contenute: proprietà emollienti, espettoranti, remineralizzanti, disinfettanti ed antinfiammatorie.

Per gli induisti e i buddhisti i fichi sono il  simbolo della conoscenza e della verità.