Il carciofo (Cynara cardunculus) è una pianta della famiglia delle Asteracea, coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale. Noti da secoli nelle medicine tradizionali orientali e occidentali per le loro proprietà depurative, i carciofi sono l’ortaggio principe nei mesi di febbraio/marzo: in questo periodo di transizione stagionale l’organismo ha bisogno di essere alleggerito dalle tossine che ne appesantiscono le funzioni metaboliche per “ricaricarsi” adeguatamente in vista della primavera. Niente di meglio dunque dei carciofi per stimolare la funzione dei reni, gli organi responsabili dello smaltimento delle tossine che, per la medicina cinese, sono anche sede della forza e dell’energia vitale.

Oltre che sui reni, il carciofo agisce come depurativo dei tessuti epatici: il merito è della cinarina, un principio attivo che stimola la secrezione della bile. Inoltre il carciofo purifica il sangue abbassando i livelli di colesterolo “cattivo” e svolgendo una profonda azione disintossicante sul plasma. Per sfruttarne al meglio le virtù, il carciofo andrebbe gustato fresco affettato in insalata con olio e un po’ di succo di limone: il limone evita che l’ortaggio si ossidi e fa agire al meglio il biocomplesso contenuto nel carciofo. Chi invece lo gusta lessato, non getti via l’acqua di cottura, potete berla un paio di volte alla settimana, lontano dai pasti, per combattere la debolezza tipica della transizione dall’inverno alla primavera.

Ricco di calcio, magnesio, potassio, fibre e vitamine, il carciofo è uno dei più efficaci “spazzini” del nostro organismo, proprio perché va a stimolare contemporaneamente le funzioni renali, epatiche e intestinali.

L’Italia detiene il primato mondiale nella produzione di questo ortaggio (pari a circa il 30%). Le zone di maggiore produzione sono la Sicilia, Sardegna e Puglia.

 

Fonti:

http://www.riza.it/home.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Cynara_scolymus